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IL MONDO DEGLI SCHüTZEN

DIE SCHüTZENWELT

 

"Uomini e genti Trentine durante le invasioni napoleoniche  1796 - 1810"

di prof. mons. Lorenzo Dalponte - Edizioni Bernardo Clesio Trento anno 1984

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7) cronologia essenziale

     precedente   : 6) i bersaglieri tirolesi: d) i capitani                               seguente:  8) prima invasione francese 1796

 

Cronologia essenziale

Prima d'inoltrarsi nella narrazione, é opportuno che il lettore abbia presenti nelle grandi linee i momenti più significativi degli avvenimenti entro i quali si svolsero le azioni militari dei bersaglieri in generale e quelle di Bernardino Dal Ponte in particolare:

1.        Agosto 1 796, prima invasione francese. Il cinque settembre Napoleone Bonaparte entra in Trento, con i generali Massena e Vaubois. AI. Tonale é  presente il Caporale A. Hofer.

2.        Novembre 1 796, prima liberazione del Tirolo con la cacciata dei Francesi.

3.        Gennaio 1797, seconda invasione francese con il Generale Joubert.

4.        Aprile 1797, seconda liberazione del Tirolo.

5.        Gennaio 1801, terza invasione francese con il Generale Macdonald.

6.        Novembre 1805, quarta invasione francese con i1 Maresciallo Michel Neyed ed i1 Colonnello Colbert. Febbraio 1806, il Re di Baviera prende possesso dei Principati di Trento e Bressanone.

7.        Aprile 1809, quinta invasione francese con il Gen. Baraguay d'Hilliers. II 24 A. Hofer entra in Trento.

8.        Maggio 1809, sesta invasione francese con i1 Generale Rusca.

9.        Luglio 1809, settima invasione Francese.

10.    Settembre 1809, Bernardino Dal Ponte si proclama comandante superiore del Tirolo Italiano.

11.    Ottobre-Novembre 1809, ottava ed ultima invasione francese.

12.    Febbraio 1810, Trattato di Parigi tra Napoleone e il Re di Baviera, in seguito al quale il Trentino con Bolzano viene unito al Regno d'Italia col nome di “Dipartimento dell'Alto Adige”.

b- - diorama storico

Durante le otto invasioni napoleoniche, dal 1796 al 1809, non si pervenne mai nel Tirolo Meridionale ad una sollevazione in massa. In cinque momenti tuttavia la mobilitazione delle compagnie assunse proporzioni assai consistenti, tali da coinvolgere seriamente le comunità e per il numero dei “patrioti combattenti” e per i1 loro sostentamento.

La prima mobilitazione ebbe luogo tra il maggio ed il giugno 1 796, come si è già accennato, e si protrasse fino verso il tardo autunno impegnando nel Trentino una media di 3000 volontari, che si avvicendavano nei tempi stabiliti. In questo periodo i caduti trentini - quelli registrati ovviamente, perché ve ne sono altri morti più tardi in prigionia e per ferite - sono 20 nel circolo di Trento e 14 in quello di Rovereto: un totale di 34; quelli tedeschi sono 31.

Fu una mobilitazione tipicamente patriottica, voluta da puri intenti di difesa contro l'invasore, sentita e sostenuta in comune dalle popolazioni delle città e delle valli. Combatterono fianco a fianco bersaglieri trentini e altoatesini, uniti dallo stesso amor di patria e da un profondo sentimento religioso, come testimoniano i numerosi ex voto alla Madonna. Fu turbata unicamente da due insignificanti episodi nell'enorme massa di circa 10.000 bersaglieri mobilitati. Un primo episodio riguarda la compagnia di Rattemberg (Tirolo del Nord), che, partendo il 29 ottobre 1796 dai Masi di Cavalese, attraverso la Val Cadino raggiunse Telve in Valsugana e partecipò ad alcuni combattimenti contro i Francesi. La norma stabiliva che «ogni compagnia dovrà, non compreso il tempo della marcia e del suo ritorno, rimanere sei settimane sui posti di difesa assegnatile e prestarvi effettivi servizi bellici e perciò non le sara permesso di abbandonare il posto suo prima che la nuova compagnia non giunga al luogo stesso per cambiarla». Il Capitano, dopo 15 giorni, chiese il cambio, e, non avendolo ottenuto, si ritirò egualmente e raggiunse Bolzano il 10 novembre. Venne aspramente rimproverato, anche perché risultò che i soldati della Compagnia avrebbero voluto completare almeno il servizio di quattro settimane. La Compagnia tornerà ad essere presente a Monte Corona, il 2 marzo 1797, con un nuovo Capitano, Sigmund von Grass, e sarà premiata con medaglia al valore per l'impegno coraggioso di fronte al nemico.

Il secondo caso avvenne il 20 dicembre, nella compagnia del Capitano Fiorentini di Strigno, che si trovava in Val di Ledro, allorché otto cacciatori disertarono dopo aver ricevuto la paga in anticipo. La Deputazione di Difesa ordinò di cercarli e di punirli e di requisire dei beni mobili di loro proprietà.

Sono i due unici casi “poco gloriosi” che si verificarono, in netto contrasto con l'idea del "miles perpetuus", del bersagliere tirolese, senza macchia come gli antichi cavalieri.

Nella seconda mobilitazione, quella della primavera del 1797, il numero delle compagnie tedesche e trentine in linea è di 103, per un totale di 10.704 combattenti. I caduti in questa seconda invasione Francese sono 32 nel circolo di Trento, 36 in quello di Rovereto: un totale di 68, mentre nel Tirolo tedesco sono 240, morti questi ultimi principalmente nella difesa di Salorno e di Spinges.

In questo periodo i1 paese ebbe la sensazione di essere diretto da gente responsabile e capace, sia da parte dell'amministrazione civile che del comando militare. Già in maggio 1'I.R. Commissariato Aulico di Innsbruck richiese ai Comuni i nomi di “quei bersaglieri che andarono effettivamente in campo e valorosamente combattero­no contro i Francesi per assegnar loro un decreto di lode e di ringraziamento”. La Deputazione di Difesa di Bolzano non ignorò le minime infrazioni alle disposizioni date, chiedendo ai giudici competenti di inquisire anche contro un capitano di Bersaglieri che “aveva estorto del danaro da diversi paesani per lasciar passare i1 loro bestiame contra i1 vigente divieto”.

Pure i1 Consiglio Amministrativo di Trento intervenne con insistenza e severità nella ricerca dei responsabili di piccoli furti di vestiario durante lo spostamento delle compagnie. Furono puniti due fratelli nonesi per aver rubato in quel di Molveno, ed un padre e figlio di Val di Cembra per aver sottratto due catini di rame in quel di Bronzolo.

Nella terza invasione francese con i1 Maresciallo Macdonald, nell'inverno del 1799 e 1800, le compagnie trentine soffersero la perdita di 78 combattenti, di cui 33 nel circolo di Trento e 45 in quello di Rovereto. Nel resto del Tirolo i caduti furono 141.

Nella quarta rapida invasione del 1805, con i1 Generale Ney, i caduti furono 11, di cui 10 appartengono al circolo di Rovereto, mentre nel Tirolo tedesco furono 13.

Il grande dramma cominciò nell'aprite 1809; si può dire che a tre sollevazioni dei bersaglieri tirolesi, corrisposero quattro invasioni francesi, delle quali l'ultima restò padrona del campo. La prima sollevazione, quella della primavera, ebbe come epicentro Trento, da dove i1 22 aprile furono cacciati i Francesi. In questa, accanto alle numerose compagnie dei bersaglieri, valutate in 8000 volontari, operarono reparti dell'esercito imperiale agli ordini del Tenente Maresciallo Chasteler, mentre in quella estiva del 21 agosto, con la seconda liberazione di Trento dai Francesi, combatterono unicamente le compagnie degli insorti dei due gruppi etnici. Anche in quella autunnale, del 10 ottobre a Trento, l'ultima, non erano presenti reparti dell'esercito imperiale, ma solo le compagnie degli insorti venute numerose da tutte le valli, tanto da formare una massa di circa 15.000 combattenti.

Nei combattimenti del 1809 i caduti in tutto il Tirolo furono 969. Di questi, 331 appartengono al Circolo di Bolzano, 51 a quello di Trento e 20 a quello di Rovereto. Non è conosciuto il numero dei feriti e dei grandi invalidi superstiti.

Secondo i calcoli del Prof. Hans Kramer, docente di Storia all'Università di Innsbruck, il numero complessivo dei «difensori della patria», caduti nel Tirolo tra il 1796 e il 1810 in conseguenza degli scontri con i Franco-Bavaresi, è di 1.713. In questo periodo i ber­saglieri caduti nel Circolo di Trento sono 152 e 208 nel Circolo di Rovereto. Sono cifre accertate, non comprensibili degli uomini e delle donne vittime innocenti degli scontri, delle rappresaglie e dei saccheggi, che da indicazioni approssimative si presume siano alcune centinaia.